bed breakfast nel salento

Grecia Salentina

Lunghezza: 46 Km. circa - Difficoltà: minima
Pendenza media: 1% - Pendenza Max : 5%
Il nostro itinerario è circondato da larghissimi uliveti secolari, all’interno di ruvidi muretti a secco, che delimitano le strade e i sentieri, interrotti da pale di fichi d’india.
Solo alcuni tralicci della luce disturbano la quiete degli ulivi, mentre facce di contadini segnate dalla fatica e dal sole, sembrano divenire tutte uguali, tranquille, pervase da un’apparente serenità durante il loro lavoro.

Giunti nel Comune di Martano, l’itinerario parte dal piazzale antistante il Convento di Santa Maria della Consolazione (01), e nello spazio antistante l’ingresso, si presenta un alto palmizio e una fontanella, dalla quale sgorga un’acqua freschissima.
L’interno della Chiesa sprigiona una bellezza mistica Sopra l’altare, una statua della Madonna che stringe il Bambino, mentre, poco più in alto, vediamo l’affresco della Madonna della Consolazione, risalente alla fine del 500, che è stato ritrovato durante gli scavi nella Cappella preesistente, sotto il perimetro sacrale.
Il pavimento, realizzato in piastrelle di ceramica, è stato originalmente decorato da pittori appartenenti alla scuola napoletana del 500.
A sinistra, gelosamente custodito da una nicchia di legno, troviamo la parte di un’affresco di Maria con in braccio il Bambino, (XIII secolo), ritrovato in un’altra cappella scavata all’interno del Convento.
Nel Chiostro del Monastero è in allestimento una Pinacoteca, con pitture di interesse nazionale ed un museo di oggettistica, numismatica e ceramiche della scuola napoletana.
Lasciato il Monastero, e percorrendo la S.P. n. 147, all’ingresso del centro urbano di Martano, troviamo il frantoio ipogeo e la Chiesa rurale della Madonnella (02)
Proseguendo, incontriamo il Cimitero di Martano, all’interno del quale è stata costruita la Chiesetta della Madonna degli Angeli, ora in ristrutturazione, con l’annesso campanile ed una Chiesetta rurale nella parte retrostante.
Dal Cimitero, scendiamo in direzione del centro storico di Martano, che presenta un Castello medievale, cinto da mura e dotato di torri di difesa.
Di interesse storico, l’antico Palazzo Moschettini, del XIII secolo, in Via Catumerea,appartenuto in origine alla Famiglia Andrighi, che presenta un balcone riccamente decorato, e le case a corte, tipiche costruzioni salentine.
Sulla strada di fronte, il Palazzo baronale dei Comi, nel cui cortile interno, in fondo all’agrumeto, si conserva, in una cappelletta, un antico affresco murale.
Il percorso continua verso Castrignano dei Greci, seguendo la strada vicinale che costeggia la Masseria Castrignanò .
Entriamo nel centro storico di Castrignano, attraverso il Parco delle Pozzelle(03), dove possiamo sostare in un’ampia e fresca pineta, nel cui terreno sono incastonate delle pile forate, squadrate nella pietra, che assomigliano a tanti piccoli pozzi bassi e tondi, che danno vita ad uno sfondo, dove passeggiare in una natura verde e rilassante.
Dall’uscita del parco, scendendo per Via Pozzi, si può ammirare, in lontananza, uno scorcio della Cupola e del Campanile della Chiesa Madre di Maria SS. Annunziata(04), in un ambiente circondato dalle tipiche case basse.
Proseguendo, si incontra il Castello Baronale, del quale osservare il particolare dello stemma nobiliare ed i putti laterali sottostanti la finestra principale, e, poco più avanti, la Cripta di S. Onofrio, che rappresentano i monumenti più importanti da visitare. Di fronte la Chiesa della SS. Annunziata, e percorrendo la stretta Via Immacolata, giungiamo alla bellissima Chiesetta della Congregazione della Madonna Immacolata, semplice nella sua costruzione, esempio caratteristico della tipologia architettonica usata nel Salento per le costruzioni rurali.
L’itinerario prosegue lungo la viabilità minore, e inoltrandosi nella campagna verso il Comune di Melpignano, si raggiunge la Cappella della Madonna dell’Arcona, all’interno della quale ammirare l’altare e le colonne tortili riccamente decorate.
Superata la Strada Provinciale n.35, giungiamo nella Piazza centrale del paese di Melpignano, caratterizzata dalla Chiesa Matrice, incorniciata in una suggestiva panoramica nella parte retrostante; dal Complesso conventuale degli Agostiniani, risalente al cinquecento. Interessante la visita dell’abbazia e del giardino, dove potremo concederci una sosta, per interrompere momentaneamente un percorso intenso di storia e di cultura, ma soprattutto caratterizzato dai colori limpidi della natura.
Il percorso continua fino a giungere nella suggestiva Piazza S. Giorgio, con i suoi portici , e la Chiesa di S. Giorgio, e poco più in fondo, il Castello Baronale, in completa ristrutturazione, all’interno del quale, un’antico giardino, ospita il profumato odore di un agrumeto, e tutt’intorno sono sparsi i resti di antichi arredamenti in pietra.
L’ultimo tratto del percorso nel paese di Melpignano, passa dai giardini cinquecenteschi e dal frantoio ipogeo.
Dal Convento degli Agostiniani, ci dirigiamo verso ovest, scavalcando la S.S. n.16, sino a giungere nel paese di Corigliano d’Otranto. Lo spostamento, permette di seguire un itinerario rurale, in cui il paesaggio circostante si apre ad ampio spettro visivo, ricco di oliveti secolari e pale di fichi d’india, dove casine abbandonate
e muretti a secco recitano la parte di primi attori, in un ambiente caratterizzato dalla luce, tra sensazioni di quiete e serenità.
Giunti nel centro storico, arricchito dalle case a corte, il primo incontro è con il Castello(05). Proseguendo, giungiamo in Piazza S.Nicola,dove una fontana e la Torre dell’Orologio, del 1562, con l’antica Meridiana, volgono lo sguardo al quattrocentesco Arco Lucchetti e allo splendido balcone dell’antico Palazzo baronale Comi, oggi sede di un importante Istituto di Credito.
Il percorso riprende in direzione Nord, discendendo l’antica strada accanto alla vasca dell’acquedotto pugliese. Seguendo la S.P. n.227, che conduce al bosco di querce , incontriamo, successivamente, la Masseria di Spalungano (Falungano), inserita in una larga cava di pietra, che sorge sopra un complesso rurale semifortificato.
La Masseria, completamente disabitata, è cinta, tutt’intorno al suo perimetro, da alberi d’olivo e fichi d’india. Di fronte, spostata sulla sinistra, in altura, si vede chiaramente Torre Cumirri e l’annessa Masseria, immersa in un agro interamente coltivato.
Lungo questo tracciato, è possibile una deviazione per la Chiesetta della Madonna di Loreto , non molto lontana.
La Chiesetta, nel feudo di Zollino, è inserita in una pineta, ed è stata un importante luogo di sosta nel secolo precedente. Al lato, in una grotticella costruita con pietre a secco, troviamo la statua della Madonna, mentre l’arredo all’interno e un’antica pittura della Vergine, sopra l’altare, rivelano la semplicità del luogo.
Si racconta che la statua della Madonna, fu donata dai soldati al Comune di Zollino, nel 1945, e successivamente rubata.
Successivamente, un artista locale ha riprodotto la statua, per sostituirla all’originale rubato. Rientrando in agro di Soleto, procediamo verso il Largo Cupone, oggi caratterizzato da una grande Villa Comunale, a ridosso dell’Extramurale di Soleto.
Soleto è ricchissimo di storia, raccontata dalle sue Chiese, dai Monasteri, dai Palazzi nobiliari.

In pieno Centro Storico, si erge splendida, la Guglia di Raimondello Orsini (06),realizzata dal misterioso Matteo Tafuri architetto, alchimista, orgoglio dell’architettura barocca salentina del 1500. Nella centrale Piazza Municipio, è possibile visitare un’antica farmacia, dalle edicole in pietra leccese finemente decorate, mentre, di fronte, vediamo la Chiesa di S. Nicola, risalente al XVIII secolo, con un portale d’ingresso che offre ai visitatori un momento di arte scultorea tramandata nei secoli.
Annesso alla Chiesa, il Convento delle Clarisse. Seguendo una chiara segnaletica, arriviamo alla Chiesetta di S. Stefano(07), dal bellissimo portale d’ingresso, risalente al XIV secolo e dagli interni interamente affrescati. Sul piccolo altare è posto il ritratto del Santo. L’itinerario prosegue verso il Convento di S. Maria delle Grazie , costruito nel XIX secolo, in completa ristrutturazione all’interno. All’ingresso del Santuario, un antico crocifisso è montato su una base di pietra. Proseguendo in direzione di Sternatia, sulla nostra destra, si scorgono, attraverso un cancello aperto, i resti del colonnato e del portico dell’antico giardino dell’Opera Pia. Si prosegue su una viabilità minore, in direzione dell’uliveto ed del lago stagionale del Capraro.
Superando il ponte della S.S. n. 664, entriamo nel paese di Sternatia, in direzione della Cappella di S.Vito.
L’abitato è tra i più caratteristici dell’area salentina di Grecìa, e nella sua parte antica,vicoli e stradine si intrecciano come la sua storia.
L’itinerario continua dall’ex Convento dei Domenicani,(08) risalente al XVII secolo, alquale è annessa la Chiesa di S.Vincenzo Procedendo verso la Chiesa Matrice, incontriamo l’Arco di Porta Filia, unito ai resti delle mura storiche.
Una suggestiva inquadratura ci attende attraversando l’arco: il bellissimo campanile della Chiesa Matrice. Oltrepassando la porta, sulla sinistra, il Frantoio Ipogeo, del XVI secolo, che, con l’Arco, rappresenta uno dei maggiori beni storico-artistici del Comune di Sternatia. Risalendo la strada, raggiungiamo la Chiesa Matrice di Maria SS. Assunta, e il bellissimo Campanile. A questo punto, è significativo visitare l’interno della Chiesa, dove l’altare principale ma, in particolar modo, i due altari laterali, sono decorati da colonne tortili riccamente scolpite in
stile barocco e da affreschi molto ampi, mentre il soffitto è pregevolmente istoriato in una colorazione di un azzurro molto intenso. E’ questo il chiaro segno di una grande fede cristiana che da sempre ha pervaso gli animi della gente salentina.
Importanti, sul percorso, le Cripte di S. Sebastiano e di S. Onofrio.
Poco distante, verso sud, accanto ai binari delle ferrovie Sud-Est, incontriamo il Menhir della Stazione.
Superato il passaggio a livello, si entra nel Comune di Zollino, proseguendo verso il Largo Pozzelle, attraverso il Centro Antico.
Ubicata nella campagna, poco distante dal boschetto delle Pozzelle, troviamo la Cappella di Apigliano, un antico casale creduto medievale, ma che ha rivelato, a seguito di recenti scavi, un origine bizantina, il luogo ideale per una breve sosta.
Rientrando nel Largo Pozzelle, l’itinerario prosegue verso il Comune di Martignano,attraversando la zona delle Lamelle, dalla quale si può ammirare l’intero territorio della Grecia Salentina. Nel centro urbano di Martignano, possiamo vedere l’ex convento dei Minori Conventuali, con la Chiesa di S. Francesco e la Cappella della Conella . Successivamente, nel Comune di Sternatia, possiamo visitare la Cappella del Mantovano, risalente al XVI secolo. Poco distante, incontriamo la cittadina di Calimera, che si raggiunge attraverso una stradina vicinale, parallela alla S.P. n. 30, caratterizzata da un forte declivio tra la serra di Martignano e la piana di Calimera ). Arrivati a Calimera, inoltrandoci in direzione del centro storico, arriviamo nella centrale Piazza del Sole, dove sono costruiti, una di fronte l’altro, la Chiesa Matrice di S. Brizio,santo Protettore della cittadina, con il suo Campanile e il Palazzo Comunale, di colore giallo ocra, mentre le due campane in ferro battuto scandiscono i rintocchi delle ore. Sulla facciata principale della Chiesa, due affreschi raffigurano, sulla sinistra S. Rocco e sulla destra S. Lucia.
Alle spalle della Chiesa, possiamo visitare la Cappella Gentilizia del SS. Crocifisso,che ospita, sull’altare, una statua lignea del Cristo in Croce. Secondo la tradizione popolare, la statua sarebbe stata ritrovata in mare, miracolosamente intatta.
Se abbiamo voglia di curiosare ancora, Calimera offre la possibilità di visitare la Cappella del Mantovano, il vecchio mulino, nelle vicinanze del Cimitero, il frantoio ipogeo, il Museo civico di Storia Naturale. Sulla Stada Vicinale S.Vito, è interessante visitare l’omonima Chiesetta, aperta ai visitatori solo i due giorni successivi alla ricorrenza della Pasquetta, all’interno della quale è molto interessante vedere la Pietra della Fertilità.
Si tratta di un grande masso forato, che simboleggia l’utero materno e la nascita del bambino. La tradizione vuole, che coloro che passeranno all’interno del foro, avranno il beneficio della fertilità.
Da Calimera, è possibile il collegamento con il vicino abitato di Vernole, riallacciandosi quindi all’itinerario n. 3, che conduce a Roca Vecchia e alle Cesine.
Riprendendo il percorso di Grecìa, si può proseguire verso il bosco di Calimera, dove è situata la Chiesetta Ipogea di S. Biagio.
Quindi, rientriamo al punto di partenza, in corrispondenza del Convento di S. Maria della Consolazione, dove ha termine l’itinerario, incontrando, lungo il percorso, la Masseria Guidini e la casa gentilizia Coluccia.

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